di Raffaele Proietti — Presidente del CdA di Serenità Igiene Salute e autore del Manuale di Pulizia Professionale

Quante volte a settimana va lavato il pavimento di un ufficio? E i bagni? E i vetri, ogni quanto? Chi acquista un servizio di pulizie si trova spesso a confrontare offerte che sembrano uguali ma non lo sono, perché la vera differenza sta in un dato poco visibile: le frequenze d’intervento. Sono i numeri che trasformano la pulizia da promessa generica a servizio progettato — e sono il primo capitolo di ogni capitolato serio.

La legenda dei professionisti

Nel settore le frequenze si scrivono con una notazione compatta: una lettera per il periodo e un numero per le ripetizioni. 5 S significa cinque volte a settimana (cioè ogni giorno lavorativo), 1 M una volta al mese, 2 A due volte l’anno, S.N. secondo necessità. Con questa chiave, ecco le frequenze standard per un ufficio tipo.

OperazioneFrequenza consigliata
Spolveratura arredi a umido5 S — ogni giorno lavorativo
Scopatura a umido dei pavimenti5 S — ogni giorno lavorativo
Lavaggio pavimenti aree comuni5 S — ogni giorno lavorativo
Pulizia e disinfezione servizi igienici5 S — ogni giorno lavorativo
Sanificazione superfici high-touch (maniglie, pulsantiere, corrimano)5 S — ogni giorno lavorativo
Lavaggio vetri interni1 M — mensile
Lavaggio vetri esterni2 A — semestrale
Lavaggio a fondo dei pavimenti4 A — trimestrale
Deceratura e ripristino del film protettivo1 A — annuale

Sono valori medi di riferimento, derivati dagli standard di settore (Vademecum AFIDAMP) e aggiornati con le indicazioni post-pandemia: per le superfici high-touch l’ISS raccomanda frequenze di sanificazione superiori del 20–40% rispetto al periodo pre-COVID. Un ufficio con forte affluenza di pubblico, un open space affollato o uno studio medico avranno esigenze diverse da un back office di tre persone.

Le frequenze scritte nel contratto non si toccano

Quando una frequenza entra nel capitolato smette di essere una raccomandazione e diventa un obbligo contrattuale. Ridurla di nascosto per “risparmiare ore” è la scorciatoia con cui alcune imprese fanno tornare i conti di offerte troppo aggressive — a spese del cliente, che paga un servizio giornaliero e ne riceve uno a giorni alterni. Nei contratti pubblici la violazione delle frequenze espone a penali e perfino alla risoluzione per inadempimento. Per questo un committente attento chiede sempre due cose: le frequenze nero su bianco e un sistema di verifica del risultato.

Il segreto per leggere un’offerta: il monte ore

Frequenze e superfici determinano il monte ore, cioè quante ore di lavoro servono davvero per mantenere l’edificio al livello igienico promesso. Ogni operazione ha una resa oraria nota (quanti metri quadri un operatore formato tratta in un’ora con una data attrezzatura): moltiplicando rese, superfici e frequenze si ottiene un numero difficilmente opinabile. Se un’offerta costa molto meno delle altre, quasi sempre è lì che è stato tagliato. Chiedere il monte ore — e confrontarlo — è il modo più rapido per distinguere un prezzo competitivo da un prezzo insostenibile.

Nel nostro lavoro con enti pubblici e imprese costruiamo ogni piano di servizio così: sopralluogo, frequenze calibrate sull’uso reale degli spazi, monte ore trasparente. È il metodo del Capitolo 9 del Manuale di Pulizia Professionale. Se vuoi un piano di pulizie su misura per i tuoi uffici, richiedi un sopralluogo gratuito.

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