di Raffaele Proietti — Presidente del CdA di Serenità Igiene Salute e autore del Manuale di Pulizia Professionale

«Ci serve una sanificazione degli uffici.» È una delle richieste che riceviamo più spesso — e quasi sempre, parlandone, scopriamo che il cliente intende un’altra cosa. Pulizia, igienizzazione, sanificazione e disinfezione vengono usate come sinonimi, ma indicano interventi diversi, con tecniche, prodotti, costi e persino requisiti di legge diversi. Capire la differenza serve a chiedere (e ottenere) il servizio giusto.

La scala degli interventi igienici

Le definizioni di riferimento arrivano dall’Istituto Superiore di Sanità (Rapporto ISS COVID-19 n. 12/2021) e dalla prassi di riferimento UNI/PdR 173-1:2025, la prima norma italiana dedicata ai servizi di sanificazione degli ambienti indoor. Conviene immaginarle come una scala, dove ogni gradino include il precedente.

  1. Pulizia (detersione): la rimozione meccanica e chimica dello sporco visibile e della polvere dalle superfici, con acqua e detergenti. Elimina anche una parte consistente dei microrganismi, semplicemente portandoli via insieme allo sporco.
  2. Igienizzazione: una pulizia che riduce la carica microbica a livelli sicuri per la destinazione d’uso dell’ambiente, con prodotti igienizzanti che però non sono registrati come disinfettanti.
  3. Disinfezione: l’abbattimento mirato di virus, batteri e funghi con prodotti autorizzati — i Presidi Medico Chirurgici e i biocidi — usati con concentrazioni e tempi di contatto precisi. È un intervento tecnico, non un “lavaggio più energico”.
  4. Sanificazione: il complesso di tutte le attività precedenti, più il controllo di aria, aerazione e condizioni ambientali. È un processo, non un singolo gesto: comprende detersione, disinfezione dove serve, e verifica del risultato.

La regola che nessuno può saltare

C’è un principio, ribadito dall’ISS, che vale più di ogni definizione: non si disinfetta ciò che non è stato prima pulito. Lo sporco è ricco di sostanza organica in cui i microrganismi vivono e si moltiplicano; se non viene rimosso, “consuma” il principio attivo del disinfettante e lo rende in gran parte inefficace. La detersione non è il preambolo della disinfezione: è la sua condizione di possibilità. Diffidate di chi propone di “sanificare” nebulizzando un prodotto su superfici sporche — è un trattamento che profuma di pulito senza esserlo.

Chi può fare cosa: il D.M. 274/97

Non tutte le imprese di pulizie possono offrire legittimamente servizi di disinfezione e sanificazione. Il D.M. 274/1997 distingue le attività di pulizia da quelle di disinfezione, disinfestazione, derattizzazione e sanificazione: per queste ultime l’impresa deve essere specificamente abilitata, con un responsabile tecnico in possesso di requisiti professionali documentati. È un’informazione pubblica, verificabile in visura camerale — e una delle prime cose da controllare quando si valuta un fornitore. Serenità Igiene Salute è abilitata alle attività di sanificazione ai sensi del D.M. 274/97, con responsabile tecnico dedicato.

Cosa chiedere a un’impresa (checklist rapida)

Questo articolo nasce dal Capitolo 1 del nostro Manuale di Pulizia Professionale, il testo con cui formiamo i nostri operatori. Se vuoi capire di quale livello di intervento ha davvero bisogno il tuo ambiente, parliamone: sopralluogo e preventivo sono gratuiti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *